Vicente Sánchez Iranzo

Vicente Sánchez Iranzo (n. Utiel, Valencia, Comunidad Valenciana, España running pocket belt, 29 de marzo de 1960 † Valencia, 6 de noviembre de 2001) fue un político y abogado español.

Estuvo trabajando como administrativo y al mismo tiempo ejerció de Secretario General de las Juventudes Socialistas del Partido Socialista del País Valenciano (PSPV-PSOE). También ocupó un escaño como diputado en las Cortes Valencianas, tras salir elegido en las Elecciones Autonómicas de 1987 por la circunscripción electoral de Valencia.

Cabe destacar que como diputado en las Cortes Valencianas, ejerció de Vocal en las Comisiones Parlamentarias de Industria, Comercio y Turismo; de Investigación y Seguimiento del proceso de expropiación y recolocación del pueblo de Gabarda; y de la Comisión de Investigación sobre la adjudicación de las emisoras de frecuencia modulada (FM).

En las Elecciones Municipales Españolas de 1995 fue elegido como nuevo Alcalde de su pueblo natal “Utiel”. A las siguientes Elecciones Municipales de 1999, no consiguió renovar el cargo de alcalde, pero sin embargo se mantuvo como Regidor durante la nueva legislatura en el consistorio utielano.

Durante esa época, además de su labor dentro del ayuntamiento, fue nombrado como asesor del Grupo Socialista en la Federación Valenciana de Municipios y Provincias (FVMP) what is a fabric shaver.

El 5 de noviembre de 2001 padeció un aneurisma mientras viajaba en su coche hacia Valencia y eso le provocó que tuviera un accidente de tráfico a la altura del municipio de Siete Aguas. De inmediato lo llevaron al Hospital General de Requena, pero debido al estado muy grave en el que se encontraba, tuvo que ser trasladado al Hospital General Universitario de Valencia donde falleció al día siguiente takeya classic glass water bottle.

Motore Stirling

Il motore ad aria calda di Stirling o più semplicemente motore Stirling è un motore alternativo a combustione esterna, inventato da Robert Stirling nel 1816. Il funzionamento del motore è descritto dal ciclo Stirling.

Il motore Stirling è una evoluzione dei motori ad aria calda che erano usati in Inghilterra durante la prima rivoluzione industriale. In particolare, l’invenzione di Stirling riguardò l’adozione di un recuperatore di calore, dispositivo che consentì di migliorare notevolmente il rendimento del motore.

All’inizio del 1800, in Inghilterra i motori ad aria calda competevano con il motore a vapore per fornire energia meccanica ai macchinari industriali (in opifici e miniere) della prima rivoluzione industriale.

Benché i motori a vapore avessero caratteristiche migliori di quelli ad aria, il motore ad aria presentava il vantaggio di essere meno pericoloso, dato che le prime realizzazioni di motori a vapore, a causa dell’utilizzo di materiali allora disponibili, tecnologicamente scadenti, era soggetto a devastanti esplosioni delle caldaie.

Questo fatto consentì in una prima fase, il successo del motore Stirling nelle applicazioni commerciali, tuttavia il perfezionamento dei motori a vapore e la disponibilità di materiali via via più affidabili resero lo Stirling poco conveniente e, di conseguenza, il suo uso fu abbandonato.

Con lo sviluppo dell’elettronica, l’uso dei primi apparecchi radio e lo sviluppo dell’aviazione, nel 1950 si ebbe una seconda vita del motore Stirling. La Philips, industria olandese produttrice di apparecchi radio, realizzò il Philips MP1002CA (detto Bungalow Set), un piccolo generatore elettrico basato su di una unità Stirling a combustione di petrolio, che veniva usato per alimentare radio-trasmittenti e riceventi dislocate in postazioni remote, prive di alimentazione elettrica. Si trattava di un generatore con una potenza di circa 200 watt, per la cui realizzazione venne utilizzata tecnologia allora all’avanguardia, con uso anche di leghe leggere, ottenendo un buon compromesso tra praticità e costo. La Philips proseguì l’evoluzione dello “Stirling” fino alla prima metà degli anni ’70, realizzando anche un autobus con propulsore ad aria calda della potenza di 200 CV, presentato al Salone di Bruxelles nel gennaio del 1971.

L’esigenza di tale generazione elettrica era particolarmente sentita per alimentare apparecchi radio (allora dotati di valvole termoioniche dal consumo elevato), necessari per collegare stabilmente i campi di aviazione della rete aerea civile in costituzione (in prima fase per il servizio postale) posti in luoghi remoti e senza attrezzature.

Nel 1960 l’adozione del transistor nei circuiti elettronici rese sufficiente l’alimentazione con potenze elettriche limitate, ottenibili con semplici batterie di accumulatori di piccola dimensione e questo causò l’abbandono del motore Stirling.

Altre applicazioni del motore Stirling sono state realizzate in seguito, e sviluppate attualmente con motori di diversa taglia, ottenendo discreti o buoni successi tecnici, ed in qualche caso anche commerciali per mercati di nicchia. Tra queste la più promettente sembra essere l’utilizzo del motore Stirling come generatore elettrico abbinato a un campo di specchi a concentrazione come fonte di calore ecologica.

Il motore funziona a ciclo chiuso utilizzando un gas come fluido termodinamico, solitamente aria o azoto, oppure, nelle versioni ad alto rendimento, elio o idrogeno. Quando è raggiunta una sufficiente differenza di temperatura tra il suo punto caldo ed il punto freddo, si innesca una pulsazione ciclica (opportunamente avviata all’inizio), normalmente trasformata in moto alternato da pistoni. La pulsazione perdura fino a quando si continua a mantenere la differenza di temperatura, somministrando calore al punto caldo e sottraendone al freddo.

Un elemento innovatore dell’invenzione di Stirling pubblicata nel brevetto del 1816 rispetto ai preesistenti motori ad aria calda è il rigeneratore. Si tratta di uno scambiatore di calore interposto nel flusso alternato del fluido tra punto caldo e punto freddo che, riducendo la quantità di calore scambiato con la sorgente a parità di lavoro prodotto, aumenta l’efficienza del ciclo.

Il rigeneratore consiste normalmente in un condotto parzialmente riempito di materiale con una elevata superficie (per es. un sottile filo metallico) ove catturare una parte significativa del calore contenuto nel gas caldo nella fase del ciclo in cui si sposta dal punto caldo verso il refrigeratore. Quando il gas refrigerato di ritorno attraversa il rigeneratore assorbe il calore precedentemente ceduto, ritornando al punto caldo preriscaldato. Il risparmio corrispondente di calore assorbito aumenta necessariamente l’efficienza del motore.

I più comuni materiali per lo scambio termico sono: lamine o lane metalliche sottili e “garze” metalliche impilate; i materiali usati sono di norma metalli chimicamente stabili e resistenti al calore, quali acciaio inossidabile, nickel o sue leghe.

Nel motore di Stirling si realizza una oscillazione ciclica nella pressione del fluido confinato che un adeguato dispositivo può trasformare in energia meccanica. Esistono molte varianti dell’idea originale del motore Stirling, come ad esempio il motore Stirling-Ringbom, in cui il dislocatore si muove trascinato dal fluido senza essere rigidamente connesso al pistone di lavoro. In un’altra variante del motore Stirling, senza parti meccaniche in movimento, si innesca una fluttuazione spontanea del fluido alimentata dalla differenza di temperatura fra punto caldo e punto freddo (motore termoacustico). Per produrre energia elettrica le oscillazioni del fluido possono essere trasferite a generatori elettrici lineari, oppure a piastre piezoelettriche. Un vantaggio di tale tipo di motore è la estrema semplificazione meccanica e strutturale.

Il ciclo di Stirling è reversibile: fornendo energia meccanica si può trasferire calore da una superficie fredda ad una calda realizzando una pompa di calore. Un’applicazione pratica, forse la più diffusa del ciclo di Stirling, è la macchina frigorifera di Stirling.

Il motore Stirling è a combustione esterna, il che significa che il calore viene trasmesso al fluido di lavoro attraverso uno scambiatore; l’assenza di contatto diretto fra la miscela dei gas combusti e tutte le parti meccaniche in movimento ne riduce l’usura, la necessità di lubrificazione e la conseguente manutenzione.

Il motore inoltre non ha valvole e non subisce scoppi, quindi è costruttivamente più semplice, con vibrazioni più facilmente controllabili e molto meno rumoroso di un motore a combustione interna.

La somministrazione del calore per combustione può avvenire in maniera continua ed uniforme, con rapporto stechiometrico aria-combustibile ottimale e conseguenti vantaggi di economia e di combustione completa.

Il motore può essere alimentato con una qualsiasi fonte di calore, per esempio mediante la combustione di legna, carbone, gas, biogas, combustibili liquidi, e anche energia solare, energia nucleare: esistono esempi commerciali che fanno uso di tutte le fonti citate.

La combustione esterna, richiedendo scambiatori di calore sia al punto caldo sia al punto freddo, rende il motore di Stirling in generale più ingombrante e pesante di un generico motore a combustione interna a parità di potenza erogata. L’inerente inerzia termica di un motore a combustione esterna ne rende l’avviamento lento, di conseguenza il motore di Stirling non è adatto ad applicazioni che richiedano avviamenti rapidi o rapide variazioni di regime. Mescolare all’interno del motore aria e liquidi lubrificanti combustibili può produrre miscele esplosive a causa dell’ossigeno contenuto nell’aria, un pericolo che si accentua nei motori ad alta pressione. Il problema è stato risolto con l’utilizzo di gas di lavoro riducenti (idrogeno) o neutri (elio, azoto) o senza l’uso di lubrificanti convenzionali

Il motore Stirling, per il suo ingombro, e per la sua inerzia all’avvio ed alla variazione di regime, per la costrizione di funzionamento ad un unico regime, non è adatto ad usi diversi dalla erogazione continua ed uniforme di lavoro e calore. Non è quindi adatto direttamente per l’autotrazione.

Essendo voluminoso e pesante, il motore Stirling è adatto alla generazione in postazione fissa per potenze dai 5 ai 100 kW elettrici, intervallo di consumo che lo rende adatto ad un’utenza domestica o per piccole comunità, da una famiglia ad un piccolo condominio. Al di fuori di tali valori, altri tipi di generazione sono maggiormente convenienti: ciclo Otto (motori a benzina), ciclo Rankine, e derivati (turbine a vapore), ciclo Brayton-Joule (turbina a gas), e ciclo Diesel (motore diesel). In particolare, l’adozione di materiali e tecniche costruttive sofisticate e la miniaturizzazione delle parti con tecnologie consolidate hanno reso la turbina a gas un micidiale concorrente.

La convenienza del motore Stirling è soprattutto legata alla possibilità di utilizzare in loco, oltre che l’energia elettrica generata, il calore “di scarto” prodotto – in valore di circa il triplo o il quadruplo del valore della potenza elettrica – ad uso riscaldamento; trova inoltre congiuntura favorevole nella possibilità di usare combustibili o sorgenti di calore a disposizione localmente ed altrimenti non utilizzabili quali gas effluenti di scarico caldi, combustione di legna, carbone, biogas, ed inoltre energia solare.

Utilizzi tecnici di media potenza si sono avuti con moduli produttivi per mantenere su tempi lunghi il livello di accumulo dell’energia elettrica nei sommergibili militari svedesi a propulsione convenzionale della Classe Västergötland: la produzione di calore con combustione in ambiente controllato (usando in immersione come comburente scorte di ossigeno liquido) permette la continua erogazione di energia elettrica ad usi di propulsione e di altro tipo, consentendo di prolungare la autonomia delle immersioni profonde da poche ore a diverse settimane. È evidente che in queste applicazioni il peso del motore non è fattore negativo; inoltre è un ulteriore vantaggio la disponibilità dell’acqua quale refrigerante.

La sorgente di calore può essere di qualsiasi natura, il che rende il motore Stirling utilizzabile in un gran numero di contesti.

Mentre appaiono evidenti i vantaggi di utilizzare, nei paesi maggiormente sviluppati, combustibili ottenuti da gassificatori (tecnologia attualmente matura) e biogas, con filiere di materiali ampiamente disponibili e ad oggi spesso non utilizzati, per il terzo mondo appare di enorme importanza avere comunque anche solo una modesta forza motrice, (per trebbiare, per pompare acqua, ecc.), quando i prodotti che alimentano il motore possono essere la combustione di materiali eterogenei disponibili in loco come pula di riso o di altri cereali trebbiati, sterco di bovini seccato, paglia, torba, sterpi plastic water bottle with straw, segatura di legno o cippato. Tali combustibili svincolano completamente la tecnologia dai combustibili fossili convenzionali.

Sono numerosissimi i dispositivi di riscaldamento domestico ed industriale di piccola, media o grande taglia che producono calore come prodotto di scarto, tipicamente sotto forma di gas combusti con temperature dai 100 ai 500&nbsp underwater cell phone case;°C. L’energia sotto forma di calore contenuta in tali gas può essere almeno in parte recuperata da scambiatori e generatori Stirling. Con macchinari Stirling di maggiore mole, ma tecnologicamente più economici, è possibile valutare la praticabilità del ricupero energetico anche di effluenti a temperature inferiori.

È stata proposta la applicazione di motori Stirling alla generazione elettrica ottenuta da calore di centrali nucleari. Il raffreddamento del nocciolo del reattore è previsto, in alcune “filiere” nucleari, che sia ottenuto con circolazione di sodio liquido, che ha un elevato contenuto calorico, ma è radioattivo per induzione, ed inoltre incendiario, esplosivo ed aggressivo in caso di accidentale contatto con aria atmosferica (umida) o con l’acqua. La pericolosità intrinseca ha portato all’abbandono di tale filiera, preferendo il raffreddamento del nocciolo radioattivo con acqua, gas, o acqua pesante. L’adozione di motore Stirling ad aria o a gas secchi in luogo di motori a vapore d’acqua (turbine a vapore) eviterebbe almeno il rischio dell’accidentale contatto tra sodio ed acqua negli scambiatori di calore.

Utilizzi avanzatissimi della tecnologia del motore termoacustico Stirling sono stati realizzati dalla NASA allo scopo di fornire energia elettrica a satelliti nello spazio profondo in carenza di radiazione solare, in tal caso la sorgente di calore è la emissione termica di radioisotopi, il punto freddo è semplicemente lo spazio.

Il vero grandissimo successo del ciclo Stirling (inverso) si ha con la macchina frigorifera di Stirling, che è l’unica macchina veramente adatta per la refrigerazione di fluidi nel campo di temperatura che va dai −30, −40 °C fino ai −200 °C (73 K) perché non si avvale di evaporazione di fluidi.

L’integrazione fra il motore Stirling e il processo della gassificazione permette l’utilizzo della biomassa come combustibile per la produzione di energia. L’utilizzo della biomassa permette di avere un ciclo di produzione ad impatto nullo sulle emissioni di CO2, (si rilascia in atmosfera il carbonio che biologicamente era stato inglobato, prelevandolo dalla atmosfera, nelle sostanze che vengono combuste); questo diviene molto interessante dato che non è introdotto nel sistema nuovo carbonio di origine fossile. Il motore Stirling può diventare così una tecnologia da valorizzare per facilitare il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. L’organizzazione di questo tipo di impianto prevede l’articolazione di cinque componenti principali:

Tramite un sistema di coclee la biomassa (cippato legnoso) viene portata all’ingresso del gassificatore in cui la biomassa viene trasformata in syngas che, estratto dall’alto viene portato alla camera di combustione.
Nella camera di combustione si raggiungono temperature tra gli 800 e i 1250 °C e il motore Stirling è a diretto contatto con la fiamma stessa, andando a costituire un corpo unico fra caldaia e motore Stirling.
L’ultimo elemento è costituito dall’accumulatore termico che permette di utilizzare l’energia termica del ciclo di produzione per la produzione di acqua calda sanitaria e per il riscaldamento, ottimizzando così la resa energetica. La massima ottimizzazione si ottiene facendo funzionare l’impianto solo nei periodi in cui c’è la richiesta di energia termica. Per impianti di piccola taglia, si riesce ad avere una potenza elettrica di 35 kW e una potenza termica di 140 kW.

Nel 2008, in Provincia di Bologna si è realizzato il primo progetto italiano sperimentale di questo tipo, a servizio del complesso scolastico del comune di Castel d’Aiano, che utilizza il cippato come combustibile di partenza. Il percorso intrapreso prevede la realizzazione di altri impianti analoghi nello stesso comune.
L’impianto è stato realizzato grazie all’azione del centro CISA che, nato nel 2005 come consorzio fra Provincia di Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e ISSI (Istituto Sviluppo Sostenibile Italia), si propone come promotore di iniziative legate alla diffusione delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, con l’obiettivo finale di creare il Distretto delle Energie Sostenibili dell’Appennino bolognese.

Il motore Stirling in configurazione Alfa risulta forse più comprensibile nel suo funzionamento, che si può considerare basato su 4 fasi:

Nel dettaglio:

Esistono differenti possibilità per la configurazione relativa tra pistone motore e dislocatore. Nella più semplice il ciclo di funzionamento può essere riassunto nelle fasi illustrate di seguito (configurazione Beta).

Consideriamo un sistema cilindro più pistone. La testata del cilindro è collegata ad una camera dotata di una parete calda mentre il corpo del cilindro ad una parete fredda.

All’interno della camera è collocato il dislocatore, che è costituito da un materiale isolante, non a tenuta, in grado di coprire alternativamente la parete calda e la parete fredda.

Il ciclo compiuto dal motore è allora il seguente:

La configurazione Gamma è sostanzialmente analoga alla Beta, ma con la variante di non avere i pistoni coassiali, che invece possono essere a corsa parallela affiancata ovvero (come descritto nello schema delle configurazioni) perpendicolare, ma comunque cercando di minimizzare gli spazi volumetrici “morti” tra i due pistoni. La configurazione Gamma (ad assi paralleli) semplifica la lubrificazione degli assi, e diminuisce le perdite per trafilamenti ed attriti delle tenute, con un modesto incremento degli spazi volumetrici morti rispetto al Beta. Il leverismo rappresentato per il Gamma (a perno imboccolato su asola) non è necessariamente quello ottimale, esistendo comunque la possibilità di adottare sistemi biella-manovella, o di altro tipo.

In tutte le configurazioni descritte si utilizza sempre un volano posizionato sull’asse di rotazione, che accumula energia durante le fasi attive e la rilascia in quelle passive, cioè nelle quali il motore fa il lavoro passivo di trasferimento del fluido. Il volano rende possibile il moto rotatorio sostanzialmente uniforme.

La pressurizzazione aumenta semplicemente la massa volumica del gas di lavoro, e quindi il possibile trasferimento di calore, a parità di cilindrata; l’aumento di pressione (con un adeguato aumento di energia termica) è approssimativamente proporzionale all’aumento di energia erogabile.

La adozione di motori in pressione, (pressurizzati) presume una perdita dovuta alla compressione passiva di pompaggio del fluido presente nel carter, che obbligatoriamente, in tal caso, deve essere confinato; tale pompaggio, se pure limitato, è minimizzato ed addirittura trasformato in funzionale mediante la adozione di motori pluricilindrici con carter in comune.

L’uso dei vari gas come fluidi di lavoro è determinato da due criteri di notevole importanza:

Il motore Stirling utilizza una oscillazione ciclica di un gas in ambiente confinato; in tali condizioni appare evidente la necessità di ridurre al massimo il volume del gas di lavoro, (riduzione degli spazi morti) per rendere più incisiva la azione dell’onda di pulsazione. D’altra parte nel volume dove avviene la pulsazione devono verificarsi importanti scambi di calore, con l’esterno e con le superfici di rigenerazione (ricupero del calore); in soluzioni non banali tali scambi sono resi possibili (senza aumentare i volumi), aumentando notevolmente le superfici di scambio, con l’adozione di finissime alettature, metalli porosi, radiatori a tubi sottili.

Pur essendo l’aria e l’azoto ambedue gas a peso molecolare elevato (e quindi ottimi vettori per il calore) la loro notevole dimensione molecolare eleva l’attrito per il flusso del gas in vani molto stretti, tale attrito, con vani di passaggio inferiori a misure dell’ordine del millimetro ad alta velocità, finisce col vanificare le possibilità di alto potenziale di trasporto del calore di tali gas.

Per contro l’elio ed ancor più l’idrogeno con dimensione molecolare molto piccola, fluiscono in fori o vani sottilissimi con attriti molto ridotti; il flusso in tali vani permette quindi di elevare moltissimo la superficie di scambio senza aumentare i volumi; lo scambio di calore, così grandemente elevato, può ampiamente compensare il modesto peso molecolare (e contenuto termico) di tali gas. L’adozione di gas diversi dall’aria rende peraltro obbligatorio il confinamento (pressurizzato) dei gas; il confinamento in pressione aumenta la densità del gas, e quindi anche la loro capacità termica sports waist pouch.

Il confinamento del fluido di lavoro (specie quando non è l’aria) rende in ultima analisi conveniente la realizzazione di un motore “in guscio” cioè completamente racchiuso (motore e generatore elettrico) in un involucro pressurizzato, dato che le tenute meccaniche di eventuali assi motori fuoruscenti dall’involucro produrrebbero continue perdite di fluido. Altra possibilità è la realizzazione sempre in guscio chiuso, ma con giunto magnetico e generatore esterno.

Per quanto concerne l’elio, la sua inerzia costituzionale lo rende sicuro nel caso di contatto con lubrificanti oleosi; anche l’idrogeno, purché sia evitato il contatto con l’aria ed essendo esso un agente riducente, è relativamente inerte se messo a contatto con i lubrificanti oleosi. Anche l’azoto è inerte. L’aria è invece un ossidante e, ad alta temperatura, è comburente.

Il motore Stirling è di difficilissima progettazione teorica. È senz’altro meglio “progettabile” procedendo in maniera empirica, usando come base dei motori esistenti e funzionanti con buon rendimento; ne esiste una buona varietà (spesso coperti da brevetti di maggiore o minore validità). Questo significa che i costruttori raggiungono la tecnologia adeguata per approssimazioni sperimentali successive, per cui i modelli costruiti sono essi stessi i depositari della tecnologia, in assenza di una possibile teoria dichiarata soddisfacente, se si eccettuano i normali principi della termodinamica, che in tali termini descrivono ben poco.

Un’ulteriore difficoltà è data dalla “non scalabilità” della tecnologia, trattandosi di una pulsazione ciclica di un gas confinato, per massa, pressioni e temperature variabili, la modifica di alcuni parametri, non ultimo quello dimensionale, porta fatalmente a risultati inattesi, come la compromissione del funzionamento efficace.

La gamma di “possibili configurazioni” è notevolissima, sia per campo di temperatura che per forma e, quindi, non è possibile definire una struttura schematica di base come avviene ad esempio per il motore a combustione interna; nei casi estremi, se consideriamo due diverse configurazioni possibili, forma e struttura completamente diversi rendono molto difficile credere che si tratti di cose anche solo lontanamente paragonabili.

La costruzione sperimentale di motori efficienti e di buon rendimento, insieme con l’accurato esame dei parametri empirici in gioco – essendo in possesso di discrete conoscenze termodinamiche, metallurgiche e meccaniche – “indirizza” comunque drasticamente alla necessità di procedere con materiali e tecnologie di alto profilo (materiali speciali, alte temperature, alte pressioni).

In sintesi: con il motore Stirling, se si vogliono raggiungere rendimenti termodinamici significativi (rispetto ad altre tecnologia di motori), è poco pratico, poco consigliabile e, spesso, anche ben poco competitivo procedere utilizzando materiali e tecnologie modeste. Se, viceversa, ci si accontenta di risultati molto modesti e che non inferiscano neppure marginalmente col concetto di potenza, si possono costruire molto facilmente motori “con lattine e filo di ferro”.

Altri progetti

Markheim (Robert Louis Stevenson)

Markheim (engl. Markheim) ist eine Erzählung des schottischen Schriftstellers Robert Louis Stevenson, die zu Weihnachten 1885 in einer Zeitschrift und dann 1887 in der Sammlung Die tollen Männer und andere Geschichten (engl. The Merry Men and Other Tales and Fables) bei Chatto & Windus erschien.

London am Weihnachtstag: Der 36-jährige Markheim betritt den Laden eines kleinen, blassen Händlers. Markheim schwätzt, er habe an der Börse Glück gehabt und wolle für eine Dame ein Geschenk kaufen. Eine reiche Heirat winke. Nach solchem Geplauder ersticht er den Händler silver football jersey. Später zu Besinnung gekommen, rekapituliert der Mörder seine Fehler. Das Opfer fesseln hätte gereicht. Überdies ist die Tatzeit schlecht gewählt und er hat kein Alibi.

Für Reue bleibt keine Zeit. Geschehen ist geschehen. Der Täter sucht und findet in den Kleidern der Leiche die Schlüssel. Markheim spürt, in den Geschäftsräumen geht eine Person um. Er begibt sich ins Obergeschoss stainless steel drinking cups. und betritt ein Zimmer. Markheim stutzt. Entsetzlich, hinter ihm tritt ein Herr ins Zimmer, der, wie es scheint, ihm gleicht. Der Gegenüber gibt sich allwissend; vermutet richtig, Markheim ist auf der Suche nach dem Gelde des toten Händlers. Markheim habe an der Börse alles verloren, wolle aber dort weitermachen. Vor fünfzehn Jahren schon habe Markheim das erste Mal gestohlen. Vergeblich habe der Dieb gegen seine Neigung angekämpft. Keiner der Kirchenbesuche habe Einkehr gebracht. Die Zeit dränge, mahnt der allwissende Herr. Das Dienstmädchen sei bereits auf dem Wege. Der Herr erkundigt sich, ob er Markheim helfen soll. Er will ihm das Versteck des Geldes zeigen

United States Away JOHNSON 23 Jerseys

United States Away JOHNSON 23 Jerseys

BUY NOW

$266.58
$31.99

.

Markheim geht nicht auf das Hilfsangebot ein. In dem darauffolgenden Dialog über Fragen der Moral gibt sich der Fremde als Menschenkenner, der den Rat Suchenden belehrt, der für das Böse lebe, welches im menschlichen Charakter wurzele. Und der Charakter eines Menschen ändere sich nicht. Insbesondere kenne er Markheim genau. Er wolle Markheim zur Flucht verhelfen; nicht, weil dieser gemordet habe – also nicht wegen der Tat – sondern, weil es um Markheim gehe – eben um einen Charakter.

Da zeigt der Mörder Charakter: „Das Verbrechen… war mein letztes. phone waistband..“. Als das Dienstmädchen tatsächlich den Laden betritt, tritt er ihm entgegen, gesteht den Mord und empfiehlt ihm den umgehenden Gang zur Polizei.

in englischer Sprache

Claude Williams (Musiker)

Claude Gabriel „Fiddler“ Williams (* 22. Februar 1908 in Muskogee, Oklahoma; † 25. April 2004 in Kansas City) war ein amerikanischer Jazz-Violinist, Gitarrist (und gelegentlicher Sänger) des Swing.

Williams war der Sohn eines Schmieds und spielte schon mit 10 Jahren Mandoline, Cello, Banjo und Gitarre, u. a. in der Band seines Schwagers Ben Johnson. Zum Jazz kam er, als er in seinem Heimatort den durchreisenden Joe Venuti spielten hörte. 1927 war er Mitglied des Familien-Orchesters von Doc Pettiford (mit dessen Sohn Oscar Pettiford) und im selben Jahr bei den „Twelve Clouds of Joy“ in Tulsa unter Terrence Holder (der vor Andy Kirk die Band leitete), mit denen er 1928 seine ersten Aufnahmen machte und 1930 in New York war. Die Band-Pianistin Mary Lou Williams arrangierte einige seiner Kompositionen running belt bag. Er war in Kansas City auch Mitglied der Bands von Eddie Cole (in dem auch dessen Bruder Nat King Cole spielte), Alphonse Trent, George E. Lee (wo er nach eigener Erinnerung Charlie Parker Nachhilfe erteilte) und 1936/7 der Vorgänger von Freddie Green in der Count Basie-Band. Er führte zwar mehrmals die „Down Beat“ Polls als Gitarrist an, ging aber, da sein Spiel dem Impresario der Basie-Band John Hammond nicht gefiel. Da er u.a. aus diesem Grund sowieso bei Basie keine Soli spielen durfte, sah Williams das im Nachhinein als Glücksfall an. In den legendären Jam-Sessions von Kansas City formierte sich auch sein Violinstil, als er sich in Soli gegen die dominierenden Saxophonisten wie Lester Young, Herschel Evans, Ben Webster durchsetzen musste. Williams spielte in den 1940er Jahren mit einer WPA-Band in Michigan, in Chicago mit den „The Four Shades of Rhythm“ und in New York u.a. mit dem Quintett von Austin Powell. Ab 1950 verwendete er für seine Geige elektrische Verstärker. 1951/2 spielte er in Los Angeles mit „Roy Milton´s Blues Band“ und zog danach wieder nach Kansas City. Er spielte u.a. mit Buddy Tate, Don Byas (wie er aus Muskogee), ab 1953 in eigener Combo mit Eddie „Cleanhead“ Vinson und Hank Jones und – in den 1970er Jahren – mit der Kansas City-Jazzlegende Jay McShann (ebenfalls aus Muskogee, zusammen nahmen sie 1972 „The Man from Muskogee“ auf). Als einer der letzten überlebenden Swing-Musiker des Kansas City Jazz erlebte er in den 1980er Jahren ein Comeback mit Auftritten im Fernsehen, der Revue „Black and Blue“ (1989), Konzerten im Lincoln Center what is meat tenderizer and what does it do, der Carnegie Hall, einigen Europatourneen (bei denen u.a. „Call for the Fiddler“ 1976 bei Steeplechase entstand, mit Horace Parlan) und im Weißen Haus bei Bill Clinton.

Williams wurde 1989 in die Oklahoma Jazz Hall of Fame aufgenommen.

Núcleo monolítico

En computación, un núcleo monolítico es una arquitectura de sistema operativo donde éste en su totalidad trabaja en espacio del núcleo, estando él solo en modo supervisor. Difiere de otras arquitecturas (como la de micronúcleo) en que solo define una interfaz virtual de alto nivel sobre el hardware del ordenador. Un conjunto primitivo de llamadas al sistema implementa todos los servicios propios del sistema operativo tales como la planificación de procesos, concurrencia, sistema de archivos, gestión de memoria, etc.

En esta arquitectura hay una correspondencia entre el programa que conforma el sistema operativo y el núcleo en sí.

Éste núcleo está programado de forma no modular y puede tener un tamaño considerable. A su vez, cada vez que se añada una nueva funcionalidad, deberá ser recompilado en su totalidad y luego reiniciado. Todos los componentes funcionales del núcleo tienen acceso a todas sus estructuras de datos internas y a sus rutinas. Por ende, un error en una rutina podría propagarse a todo el sistema.

Hay diversas ramificaciones de este diseño, que se han ido amoldando a nuevas necesidades. Existen sistemas que, en tiempo de ejecución, permiten la carga dinámica de módulos ejecutables, lo cual le brinda al modelo de núcleo monolítico algunas de las ventajas de un micronúcleo. Dichos módulos pueden ser compilados, modificados, cargados y descargados en tiempo de ejecución, de manera similar a los servicios de un micronúcleo, pero con la diferencia de que se ejecutan en el espacio de memoria del núcleo mismo (anillo 0). De esta forma, es probable que un bloqueo del módulo bloquee todo el núcleo. Además, el módulo pasa a formar un todo con el núcleo, usando la API del mismo popular football jerseys, y no se emplea un sistema de mensajes como en los micronúcleos. Este es el esquema usado por, entre otros, Linux, FreeBSD y varios derivados de UNIX.

La alternativa es tener una estructura de micronúcleo, donde las partes funcionales están divididas en unidades separadas con mecanismos de comunicación estrictos entre ellos fabric shaver uk. Cabe resaltar que el paso constante de mensajes entre los servicios del micronúcleo, es en parte responsable del pobre rendimiento de esta estructura.

Entre los sistemas operativos que cuentan con núcleos monolíticos se encuentran:

Oostenrijks voetbalkampioenschap 1916/17

1916/17 was het 6de seizoen in de Oostenrijkse competitie sleeveless football jerseys, ingericht door de NÖFV (Niederösterreichische Fußballverband). De competitie stond enkel open voor clubs uit de hoofdstad Wenen en voorsteden daarvan.

Tien clubs streden om de landstitel, ze troffen elkaar twee maal refillable water bottle. Door de Eerste Wereldoorlog vond er geen promotie en degradatie plaats vintage football jerseys. Rapid werd al voor de vierde keer landskampioen lint cutter.

SC Bewegung X Wien

1911/12 · 1912/13 · 1913/14 · 1914/15 · 1915/16 · 1916/17 · 1917/18 · 1918/19 · 1919/20 · 1920/21 · 1921/22 · 1922/23 · 1923/24 · 1924/25 · 1925/26 · 1926/27 · 1927/28 · 1928/29 · 1929/30 · 1930/31 · 1931/32 · 1932/33 · 1933/34 · 1934/35 · 1935/36 · 1936/37 · 1937/38 · 1938/39 · 1939/40 · 1940/41 · 1941/42 · 1942/43 · 1943/44 · 1944/45 · 1945/46 · 1946/47 · 1947/48 · 1948/49 · 1949/50 · 1950/51 · 1951/52 · 1952/53 · 1953/54 · 1954/55 · 1955/56 · 1956/57 · 1957/58 · 1958/59 · 1959/60 · 1960/61 · 1961/62 · 1962/63 · 1963/64 · 1964/65 · 1965/66 · 1966/67 · 1967/68 · 1968/69 · 1969/70 · 1970/71 · 1971/72 · 1972/73 · 1973/74 · 1974/75 · 1975/76 · 1976/77 · 1977/78 · 1978/79 · 1979/70 · 1980/81 · 1981/82 · 1982/83 · 1983/84 · 1984/85 · 1985/86 · 1986/87 · 1987/88 · 1988/89 · 1989/90 · 1990/91 · 1991/92 · 1992/93 · 1993/94 · 1994/95 · 1995/96 · 1996/97 · 1997/98 · 1998/99 · 1999/00 · 2000/01 · 2001/02 · 2002/03 · 2003/04 · 2004/05 · 2005/06 · 2006/07 · 2007/08 · 2008/09 · 2009/10 · 2010/11 · 2011/12 · 2012/13 · 2013/14 · 2014/15 · 2015/16 · 2016/17

Territoire urbain de Zelenoborski

Le territoire urbain de Zelenoborski (Городское поселение Зеленоборский) est une subdivivion municipale dans l’extrême nord-ouest de la Russie glass water storage bottles, appartenant administrativement au raïon de Kandalakcha virginia football uniforms, au sud-ouest de l’oblast de Mourmansk. Son centre administratif est la commune urbaine de Zelenoborski, située à 56 km au sud de Kandalakcha.

Le territoire a été formé le 2 décembre 2004 par une loi de l’oblast de Mourmansk. Il comprend Zelenoborski (6 189 habitants en 2013), les villages de Kniajaïa Gouba (127 habitants en 2010, au nord-est de Zelenoborski) et Kovda (20 habitants en 2010), les hameaux de Poyakonda (78 habitants en 2010, 40 kilomètres au sud de Zelenoborski), de Lessozavodski (391 habitants en 2010), et les hameaux formés autour des gares ferroviaires de Kovda (37 habitants en 2010) et de Jemtchoujnaïa (2 habitants en 2010) qui est au nord de Zelenoborski.

Le territoire est traversé du nord au sud par l’autoroute Mourmansk-Saint-Pétersbourg qui traverse Zelenoborski, ainsi que par le chemin de fer Saint-Pétersbourg-Mourmansk, dont une gare dessert Zelenoborski.

Zelenoborski dispose d’une petite clinique de quatre-vingt-cinq lits.

Le territoire dispose de trois écoles primaires et moyennes pour 785 élèves, de quatre jardins d’enfants, d’un internat de correction de 25 enfants, d’une école maternelle municipale, d’une école technique, et de trois écoles secondaires pour 791 élèves.

Selsey

Selsey is a seaside town and civil parish, about eight miles (12 km) south of Chichester, in the Chichester District of West Sussex, within the historic county of Sussex, England. Selsey lies at the southernmost point of the Manhood Peninsula, almost cut off from mainland Sussex by the sea. It is bounded to the west by Bracklesham Bay, to the north by Broad Rife (rife being the local word for stream or creek), to the east by Pagham Harbour and terminates in the south at Selsey Bill. There are significant rock formations beneath the sea off both of its coasts, named the Owers rocks and Mixon rocks. Coastal erosion has been an ever-present problem for Selsey.

There is only one road (the B2145) in and out of the town, which at a point known as “the ferry”, crosses a bridge over the water inlet at Pagham Harbour. At one time Selsey was inaccessible at flood tide, and a boat was stationed at the ferry to take horses and passengers to and from Sidlesham.

According to Bede the name Selsey is derived from the Saxon Seals-ey and can be interpreted as the Isle of Sea Calves (sea calves are better known as seals).

Edward Heron-Allen identified at least twenty different spellings of the place that we now know today as Selsey.

A selection of versions as identified by Heron-Allen are:

The earliest evidence of human habitation in the Selsey area goes back to the stone age. Various stone implements have been found which date to the Palaeolithic period. People have been living in the area ever since.

It is believed that, in the Iron Age, the Atrebates (one of the Belgae tribes) built a city at Selsey, similar in status to the pre-Roman urban centre ( oppidum) at Hengistbury Head near Christchurch. So far there is no archaeological evidence to confirm this, although some have speculated that the old city that Camden refers to is, indeed the old Belgae settlement and was located at the Mixon rocks, now south of Selsey Bill.

There have been various finds of silver and gold coins in the Selsey area. Gold coins from the Atrebates rulers named Commius, Tincommius, Verica, Eppillus, and Cunobelin were found on the beach in 1877, it is thought that these coins would have been minted locally. The ancient British coins would have been superseded by Roman coins and there have been finds of them too. In addition, some Anglo-Saxon gold fragments were found on the beach between Selsey and Bognor, these were dated as late 6th/ 8th century and what made them particularly interesting is that they had a runic inscription on them, the fragments were handed over to the British Museum.

Selsey was the capital of the Kingdom of Sussex, possibly founded by Ælle. Wilfrid arrived circa 680 and converted the kingdom to Christianity, as recorded by the Venerable Bede. Selsey Abbey stood at Selsey (probably where Church Norton is today), and was the cathedra for the Sussex Diocese until the Council of London ordered the removal of the See to Chichester in 1075, during the reign of William the Conqueror.

In the Domesday Book Selesie is mentioned under the hundred of Somerley:

“The Bishop(of Chichester) holds Selesie in domain. In the time of King Edward it was rated at ten hides, and so it continues. The arable is seven plough lands. There are two ploughs in the demesne, and fourteen villains with eleven bondsmen have five ploughs.”.

The manor of Selsey remained in the Bishop of Chichesters hands until 1561, when it was taken over by the crown.

In July 1588 the Spanish Armada arrived off the Isle of Wight with the intention of attacking Portsmouth. The wind changed direction to the south-west. Men from the Manhood Peninsula serving under Francis Drake conceived a plan to lure the Spanish fleet onto the Owers rocks (off Selsey). However the Spanish Admiral, recognising the danger decided to head for Calais.

In 1647, a fatality was recorded following a cricket match at Selsey when a fielder called Henry Brand was hit on the head by the batsman Thomas Latter football shirts boys, who was trying to hit the ball a second time. The incident repeated one at Horsted Keynes in 1624. Thomas Latter may have been a relative of Richard Latter, one of the defendants in a cricket-related case at nearby Sidlesham in 1611.

Over the centuries that Selsey has derived an income from the sea, one of the enterprises was smuggling. In the eighteenth century Selsey Bill was very much more isolated than it is today, and the sand spit extended farther out to sea. There was only the causeway connected to the mainland and that was covered at high tide. The approach of the local riding officer would have been conspicuous in the extreme. The Rectors of Selsey reputedly claimed a tithe on all kegs landed there, and stories also tell of a passageway leading from the Old Rectory (at Church Norton) to the remains of a Mound, thought to have been built by the Normans. The course of the tunnel was marked by a depression on the surface of the ground as late as 1911.

In the 1720s one Selsey man ran a regular ferry service to France, traveling back and forth every five weeks

Stainless Steel Thermos

Stainless Steel Thermos Water Bottle with a Handle Vacuum Insulated Cup for Hot and Cold Drinks Coffee,Tea Travel Thermal Mug,18oz ()

BUY NOW

$60.00
$16.99

, and other prominent Selsey figures made considerable fortunes just from part-time work in the free-trade.

Landings were not confined to Selsey itself: in a single run in 1743 2,000 lbs of tea were brought inland at West Wittering some six miles (10 km) away.

In 1749 fourteen smugglers, members of the notorious Hawkhurst Gang, were accused of the murder of Mr. William Galley, a custom-house officer, and Daniel Chater, a shoemaker. Seven were tried and condemned to death at Chichester assizes; one died in gaol before sentence could be carried out and the other six were hanged at the Broyle north of Chichester. Subsequently, the bodies of two of the smugglers, John Cobby and John Hammond, were hung in gibbets at Selsey Bill so that they could be seen at great distance from east and west.

At the beginning of the 19th century, Selsey opened its first school. In 1818 premises were granted to the Rector and churchwardens of Selsey which were “on trust to permit the premises to be used for a schoolhouse or free school, for the gratuitous education of such poor children belonging to the Parish of Selsey as the said trustees or successors may think proper.” The school was eventually taken over by the local authority in 1937.

Selsey was connected to Chichester from 1897 to 1935 by a rail link initially called the Hundred of Manhood and Selsey Tramway and later the West Sussex Railway. The light railway rolling stock was all second hand and not very reliable and the journey times lengthy. Various nicknames such as the “Selsey Snail” were attributed to the tram and comic postcards were issued reflecting its poor service.

The parish has a couple of Sites of Special Scientific Interest. Bracklesham Bay runs along the coastline of the parish. Pagham Harbour falls partly within the parish. The harbour and surrounding land is of national importance for both flora and fauna. The shingle spit is also of geological interest.

Selsey has a Non-League football club Selsey F.C. who play at The High Street Ground.

Selsey Cricket Club was founded in 1834 and is one of England’s oldest cricket clubs. Cricket had been played in Selsey before the club’s foundation and a famous incident occurred in 1647, when a fielder called Henry Brand died, after being struck on the head by a batsman trying to hit the ball a second time to avoid being out.

A former President was Hubert Doggart, OBE, MA. He was the son of the sportsman Graham Doggart who rose to chair the Football Association. Doggart fils represented England in two Test matches in 1950. He was President of the MCC (1981–1982), the Cricket Council (1981–1982) and the Cricket Society (1983–1998) best steel water bottle, and he chaired the Friends of Arundel Castle Cricket Club (1993–2003). In the 1970s he played occasionally for Selsey CC.

Sir Patrick Moore, CBE was a former Club Secretary, an active playing member, and an Honorary Life Vice President. Selsey Cricket Club in Paddock Lane, is the home to the Sir Patrick Moore 3D Exhibition which recreates Sir Patricks study at his home “Farthings” with original items on show owned by Sir Patrick.

Selsey are a Clubmark Club running 2 men’s League sides, 1 Ladies League side, several Junior sides and Sunday and Midweek Friendly sides.

The wide landscapes, exposed coastal location and diverse birdlife lure artists to Selsey, many of whom belong to Selsey Arts Society. The Society holds regular exhibitions and events. The list of artists, who have featured Selsey in their work, include Whistler and Turner.

Selsey has a secondary school called The Selsey Academy (formerly known as Manhood Community College up till September 2011) and two primary schools, Seal Primary School (now known as Seal Academy) and Medmerry Primary School. Before and after the Second World War there were several private preparatory schools in Selsey including Broombank School housed in the former residence of the music hall entertainer Bransby Williams next to the Selsey Hotel. The owner/headmaster from the early 1950s until the school’s closure in 1969 was William Percy Higgs (died Bristol 1986), a former Cambridge University organ scholar and music master at Eton. Higgs made Broombank a music and arts school attracting the children of well known actors, artists and musicians as well as temporary students from France, whose numbers occasionally matched those of the British children.

Selsey has an RNLI lifeboat station and shop on Kingsway, east of Selsey Bill. The station was established in 1861. In 2014 Selsey had a Tyne-class lifeboat and a D Class Inshore Lifeboat which had its own boat house just off the beach. In 2011 Selsey Lifeboat Station celebrated 150 years during which period lifeboat crew have received 10 awards for gallantry.

Colin Pullinger (1814–94): A Victorian business man who was an undertaker, wooden pump maker, repairer of umbrellas, letter writer and clerk to the Selsey Sparrow Club. He was famed for making more than two million humane and perpetual mousetraps, which were exhibited at international exhibitions in London and Philadelphia. A blue plaque has been placed at the site of his Inventive Factory, which is today occupied by the offices of Selsey Town Council in the High Street.

Edward Heron-Allen (1861–1943): Selsey’s most distinguished resident in the early 20th century, Mr Heron-Allen made an enormous contribution to village life and today is still well known as the author of the classic work on local history for the area.

Eric Coates (1886–1957) the English Composer lived and worked in Selsey. He was inspired to write By the Sleepy Lagoon after overlooking the sea towards Bognor Regis. His musical composition can be heard as the theme tune to Desert Island Discs on BBC Radio 4.

Air Commodore Edward ‘Teddy’ Mortlock Donaldson CB, CBE, DSO, AFC and Bar, LoM (USA) (1912–1992) who set a new world air speed record of 616 mph in September 1946, also breaking the 1,000 kilometres per hour (620 mph) barrier for the first time in the Star Meteor IV. Donaldson lived at Iron Latch Cottage and there is a blue plaque on the beach at the bottom of Park Lane to mark the event. Donaldson has a second plaque at No. 86, Grafton Road.

Sir Patrick Moore (1923 – 2012) – astronomer, writer, researcher, radio commentator and television presenter, lived in Selsey from 1968 until his death.

David Hewlett cool glass water bottles, (1968- ) British-born Canadian actor, writer, director and voice actor best known for his role as Dr. Rodney McKay on Stargate SG-1, Stargate Atlantis and Stargate Universe resided here for some time before he and his family later emigrated to Canada.[citation needed]

Selsey is referenced in the song “Saturday’s Kids” by The Jam (from the 1979 album Setting Sons), along with Bracklesham Bay, as a place where these lower-middle-class children take holiday with their families: “Save up their money for a holiday/To Selsey Bill, or Bracklesham Bay.”

Selsey is also mentioned in Ben Jonson’s play ‘Volpone’ in Act 2 Scene 1 in reference to ‘Selsey cockles’.

In the opening scene of the Lerner and Loewe musical My Fair Lady, Professor Higgins correctly identifies one of the characters as coming from Selsey.

Selsey is further referenced in the Madness song “Driving in My Car”: “I drive up to Muswell Hill, I’ve even been to Selsey Bill.”

A tornado in 1998 left an estimated £10m of destruction and damaged Patrick Moore’s observatory.

In 2015, around 50 Smooth-hound sharks were observed near the beach at Selsey.

Loi relative à la protection des personnes dans la recherche biomédicale

Vous pouvez partager vos connaissances en l’améliorant (comment ?) selon les recommandations des projets correspondants.

Consultez la liste des tâches à accomplir en page de discussion.

La loi du 20 décembre 1988 relative à la protection des personnes qui se prêtent à des recherches biomédicales, dite loi Huriet ou loi Huriet-Sérusclat, est une loi française qui vise à réglementer certains aspects relatifs à la bioéthique. Promulguée sous le gouvernement Rocard (PS) six mois après les législatives de juin, cette loi est la première à fixer un cadre légal aux essais cliniques en France.

Insérant un livre II bis dans le Code de la santé publique, cette loi a notamment institué les Comité consultatif de protection des personnes dans la recherche biomédicale (CCPPRB), depuis remplacé par les Comités de protection des personnes (CPP). Elle définissait à son article 15 la notion de consentement éclairé, des sanctions pénales étant prévues en cas de non-respect de la volonté du sujet charm bracelets.

Son nom provient des corapporteurs de la loi au Sénat, le centriste Claude Huriet et le socialiste Franck Sérusclat.

Avec l’évolution de la jurisprudence, de la perception publique de l’importance de la bioéthique et de la réglementation européenne, de nouvelles lois ont complété ce cadre réglementaire originel, notamment la loi du 29 juillet 1994 relative au respect du corps humain, qui a introduit la notion de dignité de la personne dans le Code civil, et la loi du 4 mars 2002 relative aux droits des malades.

Contact (jonglerie)

Le contact est une discipline de jonglerie consistant à garder en contact avec le corps humain un ou plusieurs objets. En opposition avec le reste de la jonglerie de lancer, le contact est le jonglage du toucher.

Il se divise principalement en deux catégories :

Ceci n’empêche pas les jongleurs de contact d’inclure des lancers aériens ou rebonds dans leurs routines.

Bien que la notion reste très attachée à la balle, on l’associe aussi à d’autres objets de formes plutôt variées : le bâton, la boîte à cigares, le cerceau, le cube, la massue, etc. On parle alors de contact bâton, contact cerceau, contact massue…

Par extension certaines disciplines de jonglerie assez récentes peuvent également être considérées comme du contact vu que les objets quittent rarement le corps&nbsp running waist belt;: par exemple la jonglerie de stylo, le swinging (poi, bâton) ou encore le footbag.

L’origine du contact est incertaine. Des passes de contact se retrouvent dans diverses disciplines artistiques ou sportives depuis plusieurs siècles et ce dans différents pays. Depuis 1500 ans des joueurs de chinlon, en Birmanie, tiennent ponctuellement en équilibre des balles sur leur corps. À la fin du XIXe siècle, la jonglerie de force et d’équilibre permet de voir des boulets de canon ou des obus rouler sur le corps de certains jongleurs. On peut citer comme exemples John Holtum et Paul Cinquevalli.

Le renouveau moderne des jongleurs avec le contact date de la fin des années 1970 où l’on voit à New York des numéros de contact aux balles. C’est Michael Moschen qui utilisera pour la première fois des balles acryliques transparentes pour la manipulation. Bien que certains diront que les Chinois pratiquent le palm spinning depuis des siècles ou encore que le contact et les équilibres sur le corps existaient bien avant, on associe généralement l’origine de la discipline à Moschen du fait qu’il ait accumulé le nombre d’objets manipulés.

Depuis les années 1980 une communauté entière de jongleurs de contact s’est développée.

Dans le film Labyrinthe, le personnage de David Bowie fait du contact&nbsp tenderize meat;; les scènes de manipulation ont été doublées par Moschen.

Il consiste à faire rouler un ou plusieurs objets sur le corps en évitant de rompre le contact avec le corps. Souvent, le jongleur arrête l’objet sur des points de son corps où il reste en équilibre quelques secondes avant de passer de lui-même sur un autre point. Il développe ainsi des parcours de points d’équilibre, des pieds à la tête en passant par les jambes, le tronc ou les bras.

Cette discipline, souvent liée à la danse pour les postures esthétiques du jongleur, donne l’impression que le ou les objets sont vivants et se déplacent d’eux-mêmes. On pourrait en outre croire qu’ils ne subissent pas la pesanteur terrestre.

Le jongleur fait se mouvoir, uniquement dans ses mains de une à onze balles (voir exceptionnellement plus). Plusieurs catégories de manipulations sont possibles selon le nombre de balles utilisées.

Manipulation avec une et deux balles : Avec ses deux mains, le jongleur déplace la ou les balles, séparées ou non, dans l’espace. L’essentiel de l’effet est basé sur l’impression de lévitation : on ne voit pas les balles être tenues car la préhension de la balle se déplace en permanence. Les trajectoires peuvent dessiner une multitude de formes autour du jongleur. Effets très aériens ou aquatiques.

Manipulation avec de deux à huit balles : les balles tournent en cercle dans les mains et s’échangent de l’une à l’autre. Par le mouvement des mains, dans les trois dimensions, le jongleur donne aux balles des trajectoires géométriques (linéaires, carrées, rondes, etc.) ou les immobilise. Il joue sur les contrastes rond-carré, mouvant-immobile, mécanique-fluide.

Assemblage multi-balles ou « morphing » : consiste en une séquence d’assemblages de balles. Chaque figure, très plastique, est souvent immobile. La magie s’opère dans la transformation d’un assemblage à l’autre et lorsque le public peut comprendre la nouvelle figure qui apparaît. Ainsi, on peut par exemple passer de huit balles horizontales à «&nbsp glass water containers;une fusée » en passant par « un cube », « un rouleau compresseur », « un vortex » et un « hublot&nbsp lemon squeezing machine;».

Certains principes visuels que l’on peut retrouver dans toutes les disciplines de jonglerie, sont particulièrement développés dans la manipulation de balles :